Flat tax a 100 mila euro e Irpef al 33% fino a 55 mila: che cosa cambia per gli odontoiatri, per reddito e per età

Flat tax a 100 mila euro e Irpef al 33% fino a 55 mila: che cosa cambia per gli odontoiatri, per reddito e per età

Il Centro Studi ANDI ha realizzato un’analisi della modifica relativa alla Flat Tax e di come questo provvedimento possa incidere un redditi degli odontoiatri in base alle differenti situazioni di reddito e di età. Si tratta di un provvedimento che, insieme a quelli ricompresi nella Legge di Bilancio approvata ieri alla Camera, ha riscosso il plauso dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Vedi QUI).

●      Le due misure, che se approvate alla Camera, agiscono su fasce diverse: la flat tax a 100.000 euro riguarda i redditi medio-alti, l’Irpef al 33% fino a 55.000 euro vale al massimo 500 euro l’anno e solo sopra i 50.000.

●      Il giovane odontoiatra non è toccato dall’Irpef (due su tre incassano meno di 50.000 euro) e non ha bisogno dell’estensione della flat tax: il forfettario gli è già accessibile.

●      Per l’odontoiatra con studio la flat tax resta conveniente finché i costi non superano circa la metà dei compensi; la verifica va fatta caso per caso, ma più facilmente è conveniente in forma di aggregazione professionale con specifico assetto fiscale che ANDI ha già studiato.

1. Premessa: come si applicano Irpef e flat tax

L’Irpef è progressiva per scaglioni: le aliquote si applicano a ciascuna porzione di reddito, non all’intero importo. Con le misure in esame gli scaglioni sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 55.000 euro (oggi il limite è 50.000) e 43% oltre 55.000. Per questo l’aliquota media è sempre inferiore a quella dell’ultimo scaglione: per esempio a 70.000 euro l’imposta è di 21.800 euro, il 31,1%.

Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è del 15% (5% per i primi cinque anni di una nuova attività, se ricorrono i requisiti) e si applica a un reddito forfettario pari al 78% dei compensi, senza deduzione dei costi effettivi. Il limite, oggi 85.000 euro, salirebbe a 100.000; i forfettari sono esclusi dagli ISA. Secondo le decisioni del CDM di ieri per la Manovra, il limite a 100.000 euro è previsto dal Disegno di legge di Bilancio 2027 con un doppio binario: tra 85.000 e 100.000 euro resta l’agevolazione sulle imposte dirette, ma scatta l’IVA in fattura con i relativi adempimenti. Per gli odontoiatri, le cui prestazioni sanitarie sono in larga parte esenti da IVA, l’impatto di questo secondo binario è contenuto.

2. Effetti per livello di reddito

RedditoIrpefAliquota mediaBeneficio dello scaglione a 55.000Flat taxAliquota
30.0007.10023,7%03.51011,7%
50.00013.70027,4%05.85011,7%
70.00021.80031,1%5008.19011,7%
85.00028.25033,2%5009.94511,7%
100.00034.70034,7%50011.70011,7%

Elaborazione ANDI Centro Studi, in euro. Reddito e compensi di pari importo, quindi senza costi (caso del collaboratore); esclusi addizionali, detrazioni e contributi. La flat tax è calcolata al 15% su 78%.

Il vantaggio dell’innalzamento dello scaglione al 33% è di 500 euro (10% su 5.000 euro) e scatta solo oltre i 50.000 euro di reddito imponibile. Il vantaggio della flat tax è di ordine diverso: a 70.000 euro l’imposta forfettaria è inferiore di circa 13.600 euro all’Irpef.

3. Il giovane odontoiatra, secondo i dati

La Congiunturale 2026 mostra dove si collocano i dentisti per classe di età (incassi 2025):

Classe di etàFino a 50.000Da 50.001 a 100.000Oltre 100.000
Fino a 35 anni65,5%24,0%7,2%
Da 36 a 45 anni33,0%28,4%38,6%
Da 46 a 55 anni22,6%23,3%53,8%
Da 56 a 65 anni18,8%19,9%60,7%
Oltre 65 anni32,6%17,8%48,3%

Fonte: elaborazione ANDI Centro Studi, Indagine Congiunturale 2026, tab. D20. Le righe non sommano a 100 per la quota di chi non ha conseguito incassi.

Per un giovane che incassa 50.000 euro con costi minimi, l’Irpef ordinaria è di 13.700 euro (27,4%) e il forfettario di 5.850 (11,7%); con l’aliquota del 5% dei primi anni di attività, se spettante, scenderebbe a 1.950 euro. Il passaggio da 50.000 a 55.000 euro dello scaglione non lo riguarda: la leva per i giovani, soprattutto collaboratori, è la flat tax, operativa dal 1° gennaio 2015. Le misure in esame cambiano invece poco per loro e molto di più per i colleghi tra 36 e 65 anni, dove tra il 19,9% e il 28,4% si colloca tra 50.001 e 100.000 euro.

4. L’odontoiatra con studio, il titolare

Per il titolare la domanda è se i costi effettivi superino il costo forfettario implicito. Il confronto con l’Irpef, a parità di compensi e senza addizionali e contributi, dà questi punti di pareggio: a 70.000 euro di compensi la flat tax conviene finché i costi restano sotto circa il 52%, a 85.000 sotto circa il 55%, a 100.000 sotto circa il 56%. Per uno studio strutturato con personale, materiali e attrezzatura il margine si assottiglia. Sopra i 100.000 euro l’uscita dal regime comporta l’imposta ordinaria sull’intero anno: l’effetto soglia va governato con attenzione.

5. Vantaggi e svantaggi del forfettario

●      Vantaggi: imposta ridotta e semplificazione; nessun ISA; maggiore spazio fino a 100.000 euro; per i nuovi professionisti l’aliquota agevolata dei primi anni.

●      Svantaggi: nessuna deduzione dei costi effettivi; effetto soglia a 100.000 euro; rischio di rinviare la titolarità o la crescita dello studio pur di restare sotto il limite; misura non ancora approvata e soggetta all’ok dell’Unione europea.

6. Conclusioni

La manovra, che necessita l’approvazione alla Camera, premia i redditi medio-alti con la flat tax più che con l’Irpef. Per ANDI gli effetti sono due: può frenare la titolarità di chi oggi collabora con buoni incassi e pochi costi, e può stimolare l’aggregazione, che consente di condividere costi e investimenti in forme compatibili con il regime agevolato. Rimane invariata per i giovani che incassano meno di 50.000 euro.

Sul versante della domanda, la manovra prevede per il 2027 un voucher di 300 euro per gli anziani sopra i 75 anni con redditi fino a 28.000 euro, per spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale, come quelle dentistiche: 1,6 miliardi di euro per 5,5 milioni di persone. È un segnale importante, ma l’importante ANDI lo sa e mantiene informati i suoi soci.

Fonti: anticipazioni di stampa sulla manovra 2027 (Il Sole 24 Ore); ANDI Centro Studi, Indagine Congiunturale 2026. Il coefficiente del 78% va riverificato con il consulente fiscale. Le misure descritte non sono ancora approvate.