Le recenti linee guida AGCM e la normativa sulla pubblicità sanitaria tracciano un confine netto: nella comunicazione odontoiatrica è vietato l’uso di qualsiasi elemento suggestivo o promozionale. Ciononostante, si continua ad assistere con frequenza alla pubblicazione di recensioni online sollecitate, auto-prodotte o persino fasulle, diffuse con l’obiettivo di condizionare le scelte dei pazienti.
Le linee guida AGCM pubblicate il 19 ottobre 2026 intendono chiarire come imprese e piattaforme web siano tenute a verificare l’autenticità delle recensioni online, assicurare trasparenza ai consumatori e contrastare i giudizi falsi o manipolati.
Il documento contiene importanti disposizioni di indirizzo intervenendo specificamente in tema di recensioni verificate e incentivate, trattamento dei dati personali, reclami, rimozione dei contenuti e tempestività delle recensioni. Pur nascendo dal particolare contesto della legge n. 34/2026 le chiare puntuali e severe concettualizzazioni esposte ne fanno un punto riferimento interpretativo generale, applicabile “in linea di principio in ogni altro ambito merceologico” e che vanno indirettamente ad arricchire lo stesso sistema di valutazione della liceità contenutistica dei messaggi diffusi nel web anche in campo sanitario – ed in particolar modo odontoiatrico – ove si registra un largo uso di iniziative pubblicitarie da parte di strutture ma anche di realtà professionali fondate su una autoreferenzialità telematica che sfugge a qualunque controllo circa provenienza, genuinità e fondatezza.
ANDI ritiene doveroso intervenire per far chiarezza su una deriva che è prima di tutto deontologica. Il Codice di Deontologia Medica impone al professionista il rispetto del decoro, dell’obiettività e della trasparenza scientifica, respingendo logiche di marketing aggressive.
Costruire una reputazione digitale su testimonianze alterate lesiona l’intera categoria e compromette il rapporto di fiducia.
Per questo motivo ANDI invita fermamente i propri Soci a denunciare tempestivamente ogni irregolarità poiché la tutela della professione e della salute passa inevitabilmente dalla lealtà e dal rigoroso rispetto delle regole.










