Conciliazione famiglia-lavoro: nuove agevolazioni contributive per gli studi odontoiatrici

Conciliazione famiglia-lavoro: nuove agevolazioni contributive per gli studi odontoiatrici

Nel quadro che segue la sintesi delle nuove agevolazioni, a cui fanno seguito i dovuti approfondimenti.

Esonero contributivo a carico del datore di lavoro fino all'1%, con un tetto massimo di 50.000 € annui per azienda.

Beneficiari: datori di lavoro con dipendenti (inclusi gli studi odontoiatrici) intestatari della posizione contributiva e della certificazione.

Requisito fondamentale: possesso della certificazione per la conciliazione famiglia-lavoro conforme alla prassi UNI/PdR 192:2026, rilasciata da enti accreditati (validità: 36 mesi).

Durata della misura: fruizione mensile con decorrenza dal 28 giugno 2026 fino a scadenza certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.

Condizioni di accesso:

 Regolarità contributiva (DURC).

 Rispetto dei contratti collettivi e delle norme UE sugli aiuti di Stato.

Modalità di richiesta: domanda telematica all'INPS (diretta o tramite intermediario) indicando dati aziendali, estremi del certificato, retribuzione media, aliquota datoriale e numero medio di dipendenti stimati.

Fondi stanziati: 7 milioni € per il 2026; 12 milioni € annui per 2027 e 2028 (in caso di superamento dei fondi, il contributo verrà riparametrato proporzionalmente).

Stato attuale: si attendono le istruzioni operative ufficiali dell'INPS con scadenze e finestre temporali per l'invio delle domande.

Conciliazione famiglia-lavoro: nuove agevolazioni contributive per gli studi odontoiatrici

Con la pubblicazione, lo scorso 15 ottobre, di un Decreto interministeriale del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (Vedi QUI), trova attuazione la nuova agevolazione contributiva a favore dei datori di lavoro in possesso della certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro, prevista dall’articolo 6 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, cosiddetto Decreto Salario giusto.

La misura, che riconosce un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, può interessare anche il settore odontoiatrico, con esclusivo riferimento alle strutture che impiegano personale dipendente. La misura si inserisce nell’ambito delle iniziative legislative volte a promuovere una migliore conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa, incentivando l’adozione di modelli organizzativi più attenti alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie. In particolare, viene riconosciuto ai datori di lavoro in possesso della certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a proprio carico, in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per iascuna azienda.

Il soggetto beneficiario dell’agevolazione è dunque il datore di lavoro, al quale devono essere intestate la certificazione e la relativa posizione contributiva. Per uno studio odontoiatrico, le misure oggetto della certificazione possono tradursi, ad esempio, in una programmazione degli orari maggiormente attenta alle esigenze familiari, nella valorizzazione degli strumenti di sostegno alla genitorialità, nonché nell’adozione di soluzioni organizzative che favoriscano la conciliazione, compatibilmente con le esigenze di continuità e qualità delle prestazioni sanitarie.

Il requisito fondamentale per accedere all’incentivo è il conseguimento della certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro, conforme alla prassi di riferimento elaborata dall’UNI – Ente Italiano di Normazione (UNI/PdR 192:2026, Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie). Si tratta di uno strumento che definisce i requisiti organizzativi e gli indicatori necessari per valutare le politiche adottate dai datori di lavoro a sostegno della genitorialità, delle responsabilità di cura familiare e del benessere dei lavoratori.

La certificazione, che ha una validità di 36 mesi, deve essere rilasciata da organismi indipendenti specificamente accreditati, secondo i requisiti stabiliti dalla norma tecnica internazionale recepita a livello europeo e nazionale (UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015), che ne garantisce la competenza, l’imparzialità e l’affidabilità nelle attività di verifica e certificazione.

Il beneficio decorre dal 28 giugno 2026, data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Salario giusto, ed è riconosciuto per il periodo di validità della certificazione, comunque non oltre il 31 dicembre 2028. L’esonero viene calcolato e fruito su base mensile, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa e delle risorse finanziarie disponibili.

Per accedere all’agevolazione, il datore di lavoro deve presentare apposita domanda telematica all’INPS, direttamente o tramite un intermediario abilitato. La domanda dovrà contenere, tra l’altro, i dati identificativi del richiedente, gli estremi della certificazione conseguita, l’indicazione dell’organismo che l’ha rilasciata, la retribuzione media mensile globale, l’aliquota contributiva datoriale media e il numero medio di dipendenti stimati per il periodo di validità della certificazione. Per beneficiare dell’esonero sull’intero periodo previsto, la richiesta dovrà essere presentata entro il primo termine utile successivo al conseguimento della certificazione, secondo le finestre temporali individuate dall’INPS.

La fruizione del beneficio è inoltre subordinata al rispetto delle condizioni generali previste per le agevolazioni contributive, tra cui la regolarità degli obblighi previdenziali, attestata dal Documento unico di regolarità contributiva (DURC), e l’osservanza delle disposizioni legislative e contrattuali applicabili, ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006. Devono essere rispettate anche le disposizioni europee in materia di aiuti di Stato. Il decreto prevede controlli da parte dell’INPS e, in caso di indebita fruizione dell’esonero, il recupero dei contributi dovuti e l’applicazione delle relative sanzioni.

Si è attualmente in attesa della pubblicazione di una circolare o di un messaggio dell’INPS, con cui l’Istituto fornirà le istruzioni operative necessarie per la presentazione delle domande, precisando i requisiti, i termini, le modalità di accesso e le procedure per la concreta fruizione dell’esonero contributivo. Le risorse complessivamente destinate alla misura ammontano a 7 milioni di euro
per il 2026 e a 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Qualora le domande ammissibili superino le disponibilità finanziarie, l’importo riconosciuto a ciascun beneficiario sarà proporzionalmente ridotto.

La nuova disciplina si inserisce, peraltro, in un quadro più ampio di valorizzazione delle politiche di conciliazione, rispetto al quale assume rilievo anche il sistema di welfare della contrattazione collettiva. In particolare, il CCNL per i dipendenti degli studi e delle attività professionali, sottoscritto da Confprofessioni e dalle organizzazioni sindacali di categoria, attribuisce un ruolo centrale alla bilateralità, attraverso strumenti di assistenza sanitaria integrativa, prestazioni di welfare e misure di sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie. Tali strumenti possono affiancare le politiche organizzative adottate dalle singole strutture, contribuendo a promuovere condizioni di lavoro maggiormente attente alle esigenze di conciliazione, pur non sostituendo la certificazione richiesta per accedere all’incentivo.

Per le strutture odontoiatriche, l’agevolazione rappresenta dunque un’opportunità da considerare nell’ambito di una più ampia strategia di organizzazione del lavoro e valorizzazione del personale. In un contesto caratterizzato da crescenti difficoltà.

Fonte: Circolare ANDI 054.2411.SS del 27.10.2026 – Contenuti elaborati in collaborazione con il Centro Studi di Confprofessioni.