Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), all’art. 1 comma 789 è stata disposta la sospensione dell’obbligo di iscrizione al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) per specifiche categorie professionali. Tra queste rientrano gli Odontoiatri che esercitano la propria attività in studi non costituiti in forma d’impresa, per i quali la tracciabilità dei rifiuti pericolosi è già adeguatamente assicurata attraverso un sistema consolidato: la delega al trasportatore autorizzato per l’emissione del Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR). Inoltre, tali studi professionali sono già esentati dall’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti, in virtù delle normative vigenti che riconoscono la natura e le dimensioni contenute della loro attività.
Sin dall’introduzione dell’obbligo, derivante dalle modifiche intervenute nel corso dei vari rimaneggiamenti al D.Lgs 152/06 con l’inserimento all’articolo 188 bis del comma 3 bis, l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (A.N.D.I.) ha ritenuto che l’iscrizione al RENTRI per gli studi odontoiatrici costituisse un ulteriore e ingiustificato aggravio, sia in termini di costi diretti per i professionisti sia di complessità burocratica, senza apportare alcun beneficio concreto o miglioria al sistema di tracciabilità già operativo. Per questa ragione, A.N.D.I. ha intrapreso un’azione articolata e determinata, sviluppata su più fronti e attraverso diverse iniziative che hanno sostenuto e accompagnato la proposta di emendamento fino all’intervento legislativo finale.
In dettaglio Vi comunichiamo quelle relative all’anno 2025:
- gennaio 2025: A.N.D.I ha presentato un “interpello dirimente” al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con l’obiettivo di ottenere un chiarimento ufficiale sulla posizione degli studi odontoiatrici rispetto all’obbligo RENTRI ed evitare inutili duplicazioni amministrative.
- 28 ottobre 2025: si è tenuto un incontro diretto tra i rappresentanti sindacali nazionali di A.N.D.I. e gli uffici del MASE. In tale sede, il Ministero ha ribadito l’obbligo di iscrizione per tutti i produttori di rifiuti pericolosi per tutti i produttori di rifiuti pericolosi, non tanto per le argomentazioni tecniche e giuridiche avanzate dall’Associazione, pur riconosciute opportune, ma perché l’esonero degli studi odontoiatrici necessariamente doveva passare attraverso ad una modifica della legge 152/06.
A fronte di queste osservazioni A.N.D.I. ha quindi ulteriormente intensificato la propria azione istituzionale in azione sinergica con altre categorie di produttori di rifiuti pericolosi interessate al problema. Determinante per il raggiungimento di questo risultato è stato il ruolo del Sen. Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, che ha riconosciuto la fondatezza delle istanze avanzate da A.N.D.I., accogliendo con favore la richiesta presentata dalla nostra associazione, sostenendo quindi attivamente le ragioni del nostro intervento e contribuendo in modo decisivo alla finalizzazione dell’emendamento specifico, poi approvato, nella Legge di Bilancio 2026.
“La scelta di modificare per legge l’art. 188 bis comma 3 bis del DL 152/06 è il provvedimento di un Governo che ascolta con attenzione i corpi intermedi – dichiara il Sen. Barbaro – e agisce positivamente laddove la proposta di intervento legislativo sia effettivamente coerente al rispetto dei fondamentali della legge, ma contemporaneamente capace di superare inutili duplicazioni che possono determinarsi in seguito a quanto previsto nella norma. Nel caso specifico A.N.D.I. ha presentato con le giuste motivazioni le proprie ragioni, così come anche altre categorie, e questo ci ha convinti ad agire per porre rimedio ad una situazione oggettivamente non voluta né necessaria. Oggi le modifiche al RENTRI sono testo di Legge e sono soddisfatto del percorso realizzato con questa Associazione.”
Il risultato è la esclusione dall’obbligo di iscrizione al RENTRI di tutti i produttori di rifiuti pericolosi che non sono organizzati in forma d’impresa, categoria nella quale rientrano a pieno titolo gli studi odontoiatrici.
Questo importante risultato rappresenta non solo un successo per la categoria odontoiatrica, ma anche un ulteriore dimostrazione che la relazione oggi esistente fra la nostra associazione, i decisori e la pubblica amministrazione consente di distinguere tra adempimenti realmente utili e sovrapposizioni normative che generano solo inefficienze e costi inopportuni.










