Il welfare integrativo è un’opportunità, ma in odontoiatria vanno garantiti la libera scelta del dentista e il rapporto diretto tra medico e paziente
L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) esprime alcune significative perplessità sulla nuova copertura sanitaria integrativa per il personale della scuola e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, operativa dal 30 settembre 2026, che comprende anche alcune prestazioni odontoiatriche.
ANDI riconosce il valore di una misura di welfare rivolta a una platea così ampia di lavoratrici e lavoratori, che dà attuazione a un percorso già tracciato dalle disposizioni legislative del 2025, dal rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca e dalla contrattazione integrativa nazionale. Tuttavia, quando il welfare riguarda l’assistenza odontoiatrica, è indispensabile valutare il modello adottato e i suoi effetti sulla libera professione e, soprattutto, sulla libertà di scelta del cittadino.
La componente odontoiatrica del piano appare infatti fortemente selettiva: prevede specifiche prestazioni di prevenzione e una garanzia per l’implantologia, mentre le altre cure sono escluse dalla copertura e restano eventualmente accessibili, a condizioni agevolate, tramite circuiti convenzionati. Anche per le prestazioni coperte, l’accesso passa in larga parte dal network convenzionato e dalle procedure della compagnia.
Il diritto alla salute non può ridursi, in odontoiatria, alla possibilità di scegliere soltanto all’interno di una rete predefinita. Il rapporto tra cittadino e odontoiatra è fiduciario: diagnosi, prevenzione, piano di trattamento e terapie devono essere definiti dal professionista insieme al paziente, sulla base delle esigenze cliniche individuali e non di condizioni stabilite da un soggetto terzo. Per ANDI, la libera scelta del dentista resta un principio irrinunciabile anche nella sanità integrativa.
È il principio su cui si fonda Fondazione ANDI Salute (FAS), il progetto di sanità integrativa promosso dall’Associazione, basato sulla libera scelta del dentista curante, sulla centralità del rapporto medico-paziente, sull’assenza di condizionamenti nelle scelte cliniche e sul modello del rimborso indiretto.
ANDI non è contraria alla sanità integrativa né all’impiego di risorse di welfare per favorire l’accesso alle cure odontoiatriche, ma non può condividere un modello in cui il beneficio per il cittadino dipenda dalla scelta di un professionista appartenente a una rete o da condizioni tariffarie e organizzative definite da un intermediario. Le risorse pubbliche destinate al welfare dovrebbero sostenere concretamente la prevenzione e l’accesso alle cure, valorizzando la rete capillare degli studi odontoiatrici italiani.
ANDI auspica pertanto che il Ministero dell’Istruzione e del Merito possa aprire un confronto con la rappresentanza sindacale odontoiatrica, affinché l’impegno in odontoiatria della sanità integrativa rispetti sia il diritto del paziente alla libera scelta del dentista, sia l’autonomia del professionista nella diagnosi e nella cura, sia il principio della centralità del rapporto fiduciario paziente-odontoiatra.
Corrado Bondi
Presidente nazionale ANDI










