Nota sindacale – È online, per i Soci ANDI, la Guida ISA 2026

Nota sindacale – È online, per i Soci ANDI, la Guida ISA 2026

Come è noto, dal periodo d’imposta 2018, sono stati introdotti gli ISA – Indici Sintetici di Affidabilità fiscale – con l’intento di orientare in modo positivo il rapporto fra fisco e con-tribuente.

Con la attiva partecipazione di ANDI ai tavoli degli “esperti” di settore periodicamente convocati, l’Agenzia delle Entrate ha determinato i profili ISA 2026. È presente qualche cambiamento rispetto ai profili degli anni precedenti e per questo motivo, ancora una volta, ANDI vuole essere nuovamente vicina all’Associato e sostenerlo nella guida alla compilazione del modello ISA 2026 per l’anno d’imposta 2025; un ringraziamento doveroso per questo contributo di conoscenze va ai Dottori Lorena Trecate e Michele Pelillo che, insieme a Lauro Ferrari, Segretario sindacale nazionale ANDI, hanno collaborato alla realizzazione della guida.

Gli indici ISA (fonte Agenzia delle Entrate: “gli indici sintetici di affidabilità fiscale: i vantaggi per imprese e professionisti – giugno 2019”) sono indicatori che, misurando dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, forniscono una sintesi di valori tramite la quale sarà possibile verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale dei contribuenti: una sorta di pagella del contribuente.

Il riscontro trasparente della correttezza dei comportamenti fiscali consentirà di individuare il livello di “affidabilità” dei contribuenti; i più “affidabili” avranno accesso a significativi benefici premiali.

Dalla finalità di “rendere più efficace l’azione accertatrice”, tipica dei vecchi studi di settore, si è passati, con i nuovi ISA, a perseguire l’obiettivo di “favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili” e di “stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari”. La metodologia utilizzata per elaborare e applicare gli ISA tiene conto di una pluralità di indicatori, sostanzialmente riconducibili a due gruppi:

  • indicatori elementari di affidabilità;
  • indicatori elementari di anomalia.

La media del valore dei singoli indicatori elementari esprime, da 1 a 10, il punteggio ISA e rappresenta il posizionamento del contribuente: più alto sarà il valore dell’indice maggiore sarà la sua affidabilità fiscale che, a determinati livelli di punteggio (> 8), consente il riconoscimento di specifici vantaggi.

Per l’attribuzione del punteggio ISA, il contribuente deve comunicare all’Agenzia delle Entrate, attraverso gli appositi modelli, i propri dati economici, contabili e strutturali rilevanti.

Segnaliamo, fra le varie opzioni, che gli ISA non si applicano per i periodi d’imposta in cui il contribuente:

  • ha iniziato o cessato l’attività;
  • non si trova in condizioni di normale svolgimento dell’attività;
  • si avvale del regime forfettario agevolato o del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • esercita due o più attività di impresa, non rientranti nel medesimo ISA, qualora i ricavi dichiarati, relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’ISA sull’attività prevalente, superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati (tali soggetti sono comunque tenuti alla compilazione del modello ISA).

I benefici di cui godono i contribuenti “affidabili” sono ben descritti nelle pagine seguenti.

Vi segnaliamo che è prevista una sanzione amministrativa da € 250 a € 2.000 (articolo 8, comma 1, del decreto legislativo n. 471/1997) nei casi di omissione della comunicazione dei dati rilevanti ai fini della costruzione e dell’applicazione degli ISA o di comunicazione inesatta o incompleta degli stessi dati. Prima di contestare la violazione, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate deve mettere a disposizione del contribuente le informazioni in suo possesso, invitandolo a eseguire la comunicazione dei dati o a correggere spontaneamente gli errori commessi. Gli uffici dell’Agenzia devono,in ogni caso,tenere conto del comportamento del contribuente per la graduazione della misura della sanzione. Inoltre, nei casi di omissione della comunicazione, possono accertare, previo contraddittorio, le imposte sui redditi, l’IVA e l’IRAP mediante una ricostruzione di tipo induttivo “puro”.

In linea di massima gli ISA del periodo di imposta 2025 sono determinati in continuità con l’anno precedente. La metodologia utilizzata rimane sempre quella statistico-economica e cerca, in particolare per l’anno in corso, di cogliere gli effetti della crisi economica e dei mercati dovuti ai mutamenti del quadro economico nazionale ed internazionale attraverso degli interventi straordinari. Con provvedimento del Direttore Agenzia delle Entrate del 22 aprile 2026 protocollo 123160/2026 sono stati individuati i livelli di affidabilità fiscale ai quali sono stati collegati i benefici premiali. Sono confermate le cause di esclusione.

Ricordiamo infine la possibilità di adibire il 5×1000 delle imposte ad organizzazioni non profit, per cui ci permettiamo di consigliarvi di scegliere la Fondazione ANDI ETS, che svolge compiti sociali importanti e valorizza la nostra immagine: troverete a conclusione della guida le modalità per indicare la destinazione.

Rispetto al modello ISA precedente (DK21U), quello del 2026 (EK21U) non presenta nel frontespizio due voci – lavoro dipendente a tempo pieno o a tempo parziale e pensionato – ANDI ha richiesto spiegazioni all’Agenzia delle Entrate in merito alla motivazione della modifica e alla eventuale ricaduta sul punteggio finale di queste due voci mancanti. L’Agenzia prontamente rispondeva il 17 marzo 2026: “tali informazioni, in una ottica di graduale alleggerimento dell’onere dichiarativo, sono state eliminate dai modelli e sono confluite tra gli ulteriori dati nelle c.d. variabili precalcolate.” In pratica non dovrebbero modificare i punteggi ma semplicemente essere direttamente precompilate all’interno della sezione “informazioni presenti in banca dati”.