
Roberto Calandriello
Coordinatore Centro Studi ANDI
L’indagine congiunturale sullo stato della professione nel 2025 (effettuata nei primi mesi del 2026) chiude la serie storica avviata oltre 10 fa e ha in tal senso un duplice valore. Permette di conoscere e misurare quanto accaduto alla professione nel corso dell’anno di competenza e permette, limitatamente ai principali temi e capitoli di inchiesta, di osservare la dinamica temporale dei punti di snodo della professione. È, in particolare, quest’aspetto che apre alla possibilità di individuare e progettare l’agenda dei lavori eventualmente da perseguire.
Chi sono dal punto di vista sociodemografico i dentisti, quanti sono, in quali territori operano? In che misura è mutata, la loro configurazione? Quali sono i fattori che ne hanno determinato gli eventuali cambiamenti nel tempo? I temi di questa parte del questionario sono: (a) i modelli di esercizio professionale (studio monoprofessionale, lo studio associato, le società di vario tipo e le “catene”, ovvero le aggregazioni di tipo commerciale) e la titolarità o l’esercizio in collaborazione; (b) la struttura degli studi, il personale, i costi e le tariffe delle prestazioni (c) l’economia degli studi, specificatamente il valore economico attribuito, gli incassi, ivi inclusi quelli derivanti dall’esercizio dell’attività professionale che può andare oltre quelli dello studio in senso stretto.
L’indagine sul 2025 ha poi approfondito alcuni temi solo accennati nelle indagini passate, che potenzialmente hanno e avranno, con molta probabilità, un impatto effettivamente profondo e duraturo sulla professione: i terzi paganti, le aggregazioni e le innovazioni tecnologiche ivi inclusa la robotica e l’intelligenza artificiale.
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