Con il progetto ‘La prevenzione si impara da piccoli’ sensibilizzazione nelle scuole
ono oltre tre milioni le persone colpite in Italia da un disturbo del comportamento alimentare (Dca), con un numero di casi gestiti dai servizi sanitari più che raddoppiato in soli quattro anni (da 680 mila nel 2019 ad oltre 1,6 milioni) e circa 3.800 decessi all’anno.
I Dca rappresentano oggi la seconda causa di morte tra gli adolescenti nel nostro Paese, dopo gli incidenti stradali.
Inoltre, il fenomeno sta diventando sempre più precoce: quasi il 60% dei pazienti ha tra i 13 e i 25 anni e il 6% dei casi riguarda ormai bambini al di sotto dei 12 anni.
Alla luce di questi dati, tre fondazioni (Fondazione Andi Ets, Fondazione Giunti e Fondazione Cotarella) hanno deciso di unire le forze per avviare un’azione di prevenzione primaria fin dall’età infantile, superando le attuali disomogeneità territoriali della rete di assistenza. Il progetto, dal nome ‘La prevenzione si impara da piccoli’ è stato presentato oggi al ministero della Salute. Iniziando dalla scuola primaria, l’iniziativa muoverà i primi passi già nel corso del 2026 sviluppando webinar, percorsi didattici, inserti editoriali e materiali dedicati, affiancati da momenti di formazione per docenti e famiglie. L’obiettivo è generare una consapevolezza profonda su: scelte alimentari consapevoli; legame tra alimentazione, salute del cavo orale e benessere generale dell’organismo; educazione al gusto e al valore sociale del cibo come presupposti per la prevenzione dei disturbi nutrizionali e dei disagi emotivi.
“Il trend che rileviamo è quello di un’abbassamento dell’età di insorgenza del disturbo e una crescente fragilità tra le generazioni più giovani, dovute anche a nuovi stili di vita e al periodo post-covid che ha limitato la socialità dei ragazzi e il confronto fisico tra di loro”, ha spiegato Marta Cotarella fondatrice e consigliera d’amministrazione della fondazione Cotarella. Corrado Bondi, presidente nazionale di Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), ha parlato del ruolo fondamentale dei dentisti, definiti delle sentinelle sul territorio in grado di cogliere i campanelli d’allarme dei disturbi alimentari. “Spesso chi vive un disagio tende a evitare di recarsi dal proprio medico – ha spiegato – ma può continuare a venire dal dentista: in questi casi è nostro compito provare, con i modi e le parole giuste, a indirizzare la persona allo specialista di competenza”.
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