Con passione e gratitudine ho accettato di far parte della squadra guidata da Corrado Bondi nel ruolo di Segretario nazionale ANDI: in 33 anni di professione ho sempre cercato di coniugare l’ambito clinico con l’impegno nella vita associativa, ricoprendo vari incarichi come Revisore e Vicepresidente a livello regionale e come Consigliere, Tesoriere, Vicepresidente e Presidente provinciale, oltre che in qualità di tutor formatore membro di Commissioni e Gruppi di lavoro Nazionali sulla sicurezza 81/08.
Da tutte queste esperienze, estese anche all’ambito ordinistico della mia Provincia ed all’interno dell’Assemblea Nazionale ENPAM, dove da sei anni ricopro il ruolo di componente eletto in rappresentanza della quota B, ho sempre maturato un forte senso di appartenenza ad ANDI e la convinzione che il territorio rappresenti il primo luogo in cui l’Associazione deve essere credibile: per questo motivo credo che ANDI necessiti sempre più di una Segreteria organizzata, solida, ordinata, vicina ai Soci, efficiente ogni giorno nei rapporti con le Sezioni, nella regolarità del funzionamento degli organi associativi, nella capacità di coordinare e di dare risposte tempestive ai territori ed, in primis, nel rispetto di Statuto e Regolamento, che dovranno necessariamente essere migliorati ed aggiornati per essere strumento di governo efficace e di ulteriore crescita della nostra Associazione.
Proprio in questi aspetti il ruolo del Segretario nazionale può diventare centrale, rappresentando non solo una figura organizzativa, ma anche un presidio di funzionamento, di metodo, di affidabilità e di continuità associativa. Il mio impegno sarà quello di rendere la Segreteria un ufficio che non sia mai distante, ma che rappresenti realmente una struttura al servizio dell’Associazione, capace di ascoltare, coordinare, ed accompagnare, nella convinzione che sarà nostro dovere avere come obiettivo anche quello di semplificare, dove possibile. Dobbiamo garantire procedure chiare, tempi certi ed una gestione ordinata, partendo da ciò che è stato costruito positivamente per rafforzarlo, correggendo ciò che va migliorato ed innovando senza perdere solidità.
ANDI è una macchina complessa. Una rete fatta di Sezioni Provinciali, Dipartimenti Regionali, Organi Nazionali, Commissioni, Gruppi di lavoro, Fondazioni, Società di servizi, relazioni istituzionali e migliaia di Soci che chiedono attenzione.
Bisogna creare le condizioni perché i territori siano sempre ascoltati e le piccole Sezioni meno strutturate siano supportate ed incoraggiate nel loro sviluppo con strumenti ed organizzazione, a partire da una revisione della comunicazione endoassociativa. È soprattutto nei territori che emergono i problemi veri degli studi e dei colleghi; perciò l’azione nazionale dovrà diventare un servizio sempre più concreto: l’Esecutivo neoeletto è consapevole che i territori in futuro parteciperanno davvero solo se troveranno ascolto, chiarezza e continuità, affinchè i progetti possano funzionare grazie ad una struttura solida che li accompagni.
Da ultimo, aggiungo che la presenza femminile nella professione e nella vita associativa ormai non è un più un tema simbolico, bensì una realtà, una ricchezza ed una responsabilità politica: i dati emergenti dal CED, dal Centro Studi ANDI, dal WEO e da FNOMCeO ci confermano che la professione odontoiatrica italiana sta attraversando una trasformazione di genere di portata storica che nei prossimi anni condizionerà sempre maggiormente anche il tema del passaggio generazionale degli studi. È evidente che una Commissione di genere troverà ampio spazio, come già evidenziato nel programma elettorale della lista “Lavoro e Valori”: lo studio del fenomeno costituirà la base per sviluppare interventi con l’obiettivo di valorizzare giovani e professioniste, partendo dalle loro necessità e competenze, per rendere ANDI sempre più credibile, autorevole e vincente nel panorama odontoiatrico nazionale.










