L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI), venuta a conoscenza del deposito, in data 4 giugno, di un’interrogazione parlamentare a firma dell’On. Malavasi (PD-IDP) in materia di riconoscimento dell’odontotecnico quale professionista sanitario, intende ribadire con fermezza la propria posizione di opposizione, già ampiamente condivisa unitamente ad AIO (Vedi QUI).
Il principio cardine è chiaro e non negoziabile: occorre evitare sovrapposizioni tra attività tecniche e responsabilità cliniche. ANDI non mette in discussione il valore del lavoro degli odontotecnici, il loro ruolo fondamentale all’interno del settore odontoiatrico, né la loro richiesta di percorsi formativi sempre più qualificati e aggiornati per questa figura professionale.
Tuttavia, il riconoscimento e il rafforzamento delle competenze tecniche non possono tradursi in una ridefinizione dei confini dell’atto sanitario odontoiatrico. Quest’ultimo comprende diagnosi, pianificazione terapeutica, gestione clinica e responsabilità diretta nei confronti del paziente: si tratta di competenze di esclusiva pertinenza dell’Odontoiatra, unico titolare per legge di ognuno di questi aspetti.
La tutela della salute del paziente richiede un sistema professionale trasparente, nel quale i ruoli siano chiari e puntualmente definiti. In questo quadro, la collaborazione tra Odontoiatra e odontotecnico rappresenta un valore fondamentale e irrinunciabile, a condizione che avvenga nel pieno rispetto delle reciproche competenze.
Modernizzare il settore odontotecnico è un obiettivo condivisibile e opportuno. Ma modernizzare significa rafforzare qualità, formazione e integrazione professionale, non invece generare ambiguità sul piano clinico, giuridico e delle responsabilità sanitarie. Qualsiasi riforma che confonda o ibridizzi i perimetri professionali si tradurrebbe in un rischio concreto per la sicurezza delle cure.
ANDI esprime fiducia nell’operato del Ministro della Salute ed è certa che, di fronte a questa interrogazione parlamentare, venga mantenuta la linea improntata alla tutela della sicurezza delle cure e alla protezione del paziente già fino ad oggi assunta.
Leggi l’interrogazione QUI










