Con la Conferenza Stampa di presentazione di mercoledì 30 settembre, presso l’Hotel Sina Bernini, Autograph Collection di Roma, prende ufficialmente il via la 46° edizione dell’evento dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, realizzato in collaborazione con Mentadent.
Il 46° Mese della Prevenzione Dentale richiama la professione a un compito che appartiene alla nostra identità clinica, sociale e deontologica: trasformare la prevenzione da principio condiviso a pratica quotidiana, concreta e personalizzata.
È un messaggio che, come odontoiatri, dobbiamo ribadire con chiarezza ai pazienti, contrastando una convinzione ancora troppo diffusa e spesso responsabile di ritardi nei controlli. Carie, malattie parodontali, stili di vita e fattori di rischio individuali possono condurre alla perdita di denti, ma molto può essere prevenuto o intercettato precocemente attraverso una corretta igiene orale, controlli periodici e un rapporto continuativo con il dentista.
I dati raccolti per questa edizione evidenziano un divario significativo: un adulto italiano su due ha già perso almeno un dente naturale, sette persone su dieci temono di perderne in futuro, ma solo quattro su dieci si sentono sicure di sapere come evitarlo. Non manca, quindi, la consapevolezza del problema; manca spesso la capacità di tradurla in comportamenti efficaci. È proprio in questo spazio che si colloca il nostro ruolo: informare, motivare, personalizzare le indicazioni e aiutare il paziente a mantenere nel tempo le abitudini corrette.
La prevenzione non può essere ridotta a un consiglio standardizzato. Deve partire dalla valutazione del rischio individuale, dalla storia clinica, dalle condizioni sistemiche, dagli stili di vita e dalla capacità del paziente di aderire alle indicazioni ricevute. Anche la comunicazione è parte della cura: un linguaggio comprensibile e motivante è essenziale per trasformare le informazioni in scelte quotidiane.
Questo approccio assume un valore ancora maggiore se consideriamo il rapporto tra salute orale e salute generale. La malattia parodontale è spesso associata a condizioni sistemiche come diabete e malattie cardiovascolari, come ad alcune patologie respiratorie ed altre manifestazioni patologiche sistemiche.
Prendersi cura della bocca significa quindi contribuire alla tutela complessiva della persona. La prevenzione è inoltre una leva decisiva per la sostenibilità delle cure. Intercettare precocemente le patologie significa ridurre urgenze, trattamenti complessi e riabilitazioni onerose, preservando più a lungo i denti naturali. Sostenibilità non significa limitare le cure necessarie, ma ridurre il bisogno di interventi più invasivi attraverso diagnosi tempestive, continuità assistenziale e maggiore appropriatezza.
Fabio Scaffidi
Responsabile Mese della Prevenzione ANDI











