Odontoiatria deve essere considerata quale laurea specialistica per non bloccare i servizi del SSN

Odontoiatria deve essere considerata quale laurea specialistica per non bloccare i servizi del SSN

Dopo l’appello dei giorni scorsi durante le audizioni al dicastero di Lungotevere, prosegue il pressing di ANDI per una normativa che equipari il titolo degli Odontoiatri a una laurea specialistica, consentendo l’accesso ai concorsi del Servizio Sanitario Nazionale che altrimenti andrebbe a penalizzare pesantemente sia la categoria dei dentisti che tutti i cittadini. 

“Come già ho comunicato al Ministro On.Grillo nel mio intervento nel corso dell’iniziativa di ascolto ministeriale  “maratona Patto della Salute” riteniamo che la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria sia di per se’ titolo utile per l’accesso ai ruoli del SSN.

Per ribadire questo concetto, come sempre insieme a CAO e AIO, proporremo quanto prima una iniziativa di legge per superare i problemi ora ancora maggiormente evidenti dopo l’accordo di convenzione SUMAI – SISAC, che derivano da leggi insufficienti ed incomplete – dichiara il Presidente ANDI nazionale Carlo Ghirlanda intervenendo nuovamente sul tema specializzazione in odontoiatria a margine di un suo intervento in un evento medico intersindacale – Siamo convinti che questo tema sia pienamente condiviso anche dai nostri riferimenti parlamentari con il comune scopo di mantenere operative le strutture odontoiatriche del SSN a rischio di chiusura entro pochi anni per mancanza di professionisti “specialisti”, con grave danno per la popolazione italiana”.

In un comunicato il presidente CAO, Raffaele Iandolo sottolinea come “Il ristretto numero di Odontoiatri specialisti nelle tre materie di specializzazione oggi esistenti rischia di bloccare l’accesso concorsuale all’ormai prossimo rinnovo degli organici dirigenziali pubblici, di cui la maggior parte sarà presto in età pensionabile – continua Iandolo -. Giova ricordare, inoltre, come le scuole di specialità in Odontoiatria per lungo tempo non sono state nemmeno attivate nelle varie sedi universitarie e quindi il requisito d’accesso della “specializzazione nella disciplina” rende di fatto impossibile il ricambio generazionale nei ruoli dirigenziali pubblici”.