Sanità integrativa, il re è nudo?

Sanità integrativa, il re è nudo?

Nelle ultime settimane, la stampa economica e quella del settore sanitario ospitano insistentemente articoli dedicati alla sanità integrativa. Generalmente si tratta di analisi, spesso dichiaratamente partigiane, sui vantaggi offerti dalle Polizze e dai Fondi sanitari.

A sentire i commenti e le dichiarazioni più comuni, il regime fiscale, già di per sé premiante per la sanità integrativa, dovrebbe diventare ulteriormente vantaggioso (per i Fondi), addirittura a discapito di quelle detrazioni, comunque esigue, delle quali beneficiano oggi i cittadini per le spese mediche e sui farmaci. Un meccanismo che porterebbe (il condizionale è d’obbligo) vantaggi enormi per tutti, dalle asfittiche casse statali ai singoli cittadini, ai quali sarebbe garantito un accesso alle cure maggiormente democratico ed equo.

Ma è davvero questa la strada maestra o, forse, si tratta di una delle ricorrenti “bolle” ormai prossima a sgonfiarsi e per questo le società che operano in questo settore tentano di alimentare quel bacino che potrebbe implodere e trasformarsi in breve, in una pozzanghera?

Per permettere a tutti di meglio comprendere le ragioni degli opposti schieramenti, due lettere al Direttore del web magazine “quotidianosanità.it” pubblicate negli ultimi giorni. Quella dell’AD e Direttore Generale di RBM Salute, Marco Vecchietti e la replica di Guido Citoni, Professore Associato di Economia Sanitaria alla Sapienza di Roma. 

Due tesi antitetiche che, si auspica, possano aiutare, come nella celebre favola di Andersen, a comprendere se davvero ci si trovi in presenza di un tessuto di gran pregio o se, semplicemente, il re è nudo.

STOP ALLE DETRAZIONI FISCALI PER LE SPESE SANITARIE PRIVATE. SÌ A UN SISTEMA DI AGEVOLAZIONI CHE PREMI POLIZZE E FONDI SANITARI

05 LUG – Gentile Direttore,
le deduzioni della Sanità Integrativa hanno un vantaggio pro capite per i cittadini italiani superiore al 50% (55,37%) rispetto alle detrazioni sanitarie. Queste ultime hanno un costo per le casse dello Stato di poco inferiore a 3,5 miliardi di Euro, più del doppio rispetto a quello sostenuto per le deduzioni della Sanità Integrativa (circa 1,3 miliardi di Euro), e producono degli effetti decisamente negativi sia dal punto di vista redistributivo che sociale.

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IN DIFESA DELL’OUT OF POCKET

12 LUG – Gentile Direttore,
nel suo articolo del 7/7/2019 su queste colonne, il Dott. Vecchietti sostiene che dobbiamo sopprimere le detrazioni al 19% sulle spese sanitarie private effettuate di tasca propria, e che dobbiamo incentivare la Sanità Integrativa. Ricordiamo che già oggi la sanità integrativa gode di un trattamento fiscale più favorevole di quello delle spese di tasca propria: una polizza porta ad un risparmio d’imposta crescente col reddito in quanto eguale all’aliquota marginale, che per redditi elevati è più che doppia rispetto al 19% accordato alle spese di tasca propria.

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