SANITÀ INTEGRATIVA ALL’OMCEO ROMA

SANITÀ INTEGRATIVA ALL’OMCEO ROMA

Una serata di particolare interesse, quella organizzata il 30 ottobre u.s. nella sede dell’Ordine provinciale di Roma, dove il tema della sanità integrativa e privata è stato analizzato da molteplici punti di vista.

Tra i relatori, è intervenuto Giancarlo Montedoro, Presidente della VI sezione del Consiglio di stato, che ha affrontato gli aspetti costituzionali e giuridici del diritto alla salute, anche in assenza di malattia, i limiti della fragilità. Il tutto attraverso un excursus storico estremamente puntuale e interessante. L’intervento è stato seguito da quello di Vincenzo Antonelli, Docente di Diritto sanitario all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che oltre ad analizzare efficienza ed efficacia del servizio sanitario, ha ripreso il tema dei LEA, introdotto in apertura dal Presidente di OMCEO Roma, Brunello Pollifrone, riconducendo il discorso agli equilibri tra sanità pubblica, privata e integrativa, legati all’erogazione dei servizi sanitari interni ed esterni ai LEA.

A seguire una tavola rotonda sul ruolo dei terzi paganti nel sistema della sanità integrativa che ha visto la partecipazione di Laura Filippucci di Altroconsumo, della Vicepresidente AIO Eleonora Cardamone e del Presidente nazionale ANDI Carlo Ghirlanda. Altroconsumo ha evidenziato il continuo ricevimento di segnalazioni relativamente alle prestazioni erogate da Previmedical e come il ruolo dei Fondi nel welfare meriti un’attenzione molto alta.

L’auspicio di AIO è rivolto alla necessità che i Fondi integrativi possano coprire tutti gli interventi extra-LEA, concedendo ai pazienti una scelta completamente libera relativamente al professionista a cui affidarsi, indipendentemente dall’eventuale quota a parte che dovesse poi integrare.

Carlo Ghirlanda ha esordito sottolineando come il meccanismo dei Fondi sia oggi assolutamente improprio, essendo ormai prossimo ad una vera e propria implosione. Il ruolo del terzo pagante oggi non ha più nessuna ragione di esistere, in quanto il proprio lucro incide a discapito del sottoscrittore e della sua capacità di sostenere le prestazioni. È dunque fondamentale ricollocare il capitale nel ruolo che gli compete, marginale e subalterno a quello professionale riguardo alle scelte terapeutiche che solo il Medico Odontoiatra è legittimato a fare per il bene del proprio paziente, escludendo a priori fini commerciali o imprenditoriali.