L'assemblea delle prime volte

L'assemblea delle prime volte

A un anno esatto dall’elezione del nuovo Esecutivo, l’Assemblea nazionale dei delegati ANDI tenutasi sabato 25 maggio u.s. a Verona ha rappresentato il primo vero momento di verifica della nuova linea politica di fronte alla platea più rappresentativa dell’Associazione, ovvero la voce e il sentimento della base sul territorio. 

La standing ovation che è partita spontaneamente qualche attimo prima della conclusione della relazione del Presidente nazionale ANDI Carlo Ghirlanda è stata probabilmente la risposta più esaustiva ai primi dodici mesi di impegno e di operato del gruppo dirigente nazionale e a tutte le “prime volte” che questo periodo ha rappresentato.

Un impegno che vede prioritari la volontà di conferma del modello professionale tradizionale, seppur aggiornato in una logica di efficienza e funzionalità e la centralità del rapporto tra dentista e paziente, come fulcro indiscutibile di ogni forma di attività odontoiatrica in opposizione alla deriva commerciale che percorre in termini generici tutto il mondo della sanità e che si sta particolarmente sviluppando in ambito odontoiatrico. Il contrasto a tale deriva posto in essere da ANDI è stato fermo e deciso, tale da permettere riscontri importanti quale la nuova legge sulla pubblicità sanitaria, fortemente sostenuta dalla collega On. Rossana Boldi, oggi tornata a essere esclusivamente informativa e non più suggestionale. 

Ancora vivace il dibattito sulla figura dell’ Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) e su quella del Collaboratore di Settore Odontoiatrico (CSO), voluta fortemente da ANDI, non per contrapporre due figure fra loro bensì come ulteriore strumento a disposizione degli Odontoiatri datori di lavoro per superare le regole imposte dal DPCM rispetto alle migliaia di lavoratori che da anni svolgono importanti attività ausiliarie all’interno dello staff degli studi e che rischiano di essere licenziati  in mancanza di una certificazione formativa che di fatto già posseggono.

La sigla di chiusura dell’Assemblea veronese, con il brano “Under pressure”, rappresenta a buon titolo il leitmotiv dell’attività posta in essere da questa dirigenza ANDI: una forte e costante pressione che pervade l’Esecutivo e tutti gli organismi regionali e provinciali nel perseguire gli obiettivi posti, ma anche la pressione esercitata sui decisori politici per la definizione di regole a contrasto dell’improprio ingresso del capitale nello scenario sanitario e odontoiatrico; nuove soluzioni e proposte per la sanità integrativa, in grado di favorire la sostenibilità della spesa odontoiatrica per il cittadino e contro i giochi di intermediazione che depauperano le risorse destinate alle cure in favore esclusivo delle figure intermediarie.

Un’attenzione speciale è stata rivolta ai giovani, studenti e neolaureati, favorendo l’ingresso nella vita associativa e formativa già durante l’ultimo periodo universitario, per poi fare si che ANDI possa rappresentare un riferimento per l’ingresso nel mondo della professione, con supporti anche extra clinici, tali da consentire e facilitare il passaggio generazionale e la conoscenza di quelle nozioni “manageriali” determinanti per un professionista moderno. 

Una formazione che porti a un investimento reputazionale e rompa il sillogismo che relega i giovani odontoiatri alla subalternità di ruolo all’interno di sistemi organizzati che portano allo svilimento del ruolo clinico e rischiano di favorire la formazione di un “sottoproletariato” professionale. Importante momento assembleare è stata la sottoscrizione dell’intesa fra AISO (Associazione Italiana Studenti di odontoiatria) e ANDI (vedi video intervista).

Questa grande e intensa attività è favorita dal momento storico favorevole che vede i principali attori del mondo odontoiatrico accomunati da un’armonia collaborativa che ha trovato espressione nella “cabina di regia” promossa da CAO, ANDI, AIO ed ENPAM.

Il parterre di Verona ha altresì certificato l’attenzione che la politica, il mondo medico in generale, quello associativo e istituzionale stanno riservando ad ANDI e alla sua determinazione di partecipare al dibattito generale sui temi della sanità in Italia. La presenza del sottosegretario di Stato del Ministero della Salute Coletto, le partecipazioni di Alberto Oliveti, Presidente di Fondazione ENPAM, Silvestro Scotti, Segretario generale FIMMG, Raffaele Iandolo, Presidente nazionale CAO, Gaetano Stella, Presidente nazionale Confprofessioni, Fausto Fiorile, Presidente Nazionale AIO, Edoardo Stellini, in rappresentanza del Collegio dei Docenti di Odontoiatria, Fabrizio Ghidini, dirigente nazionale di Federconsumatori, gli interventi del Sen. Giovanni Endrizzi, la presenza dell’On. Marco Marin, il vivo apprezzamento manifestato dalla assemblea per il messaggio dell’On. Rossana Boldi,  hanno evidenziato quanto sia oggi elevata la considerazione di ANDI nel sistema sanità italiano e la responsabilità che ne consegue in termini di partecipazione e proposta. Così come il rapporto con i media e di conseguenza con i cittadini. Il vecchio stereotipo del dentista sta scomparendo e la collaborazione della stampa che oggi si sta rivolgendo ad ANDI come a un interlocutore di riferimento per quanto attiene la ricerca di soluzioni alle tematiche di salute orale, certifica il nuovo paradigma. La figura di un professionista autoreferenziale e privilegiato ha lasciato il posto a un soggetto nuovo, attento alle esigenze del proprio paziente e la cui preparazione porta a essere complementare ad altre discipline mediche, parte di un quadro di insieme volto alla salute del paziente a 360°.

A margine dei temi di più ampio respiro non si deve dimenticare che, anche sotto il profilo amministrativo e procedurale, questo appuntamento ha registrato una rinnovata armonia che ha portato all’elezione per acclamazione degli organi di governo il cui mandato era concluso e che, soprattutto, ha visto approvare all’unanimità il bilancio consuntivo 2018/19 e preventivo 2019/20, presentato dal Tesoriere nazionale Pasquale Di Maggio (vedi video), certificando una rinnovata unità e comunità di intenti il cui merito va certamente condiviso anche con i precedenti dirigenti nazionali ANDI.

Come citato in conclusione da Carlo Ghirlanda “oggi abbiamo avuto la consapevolezza che si può fare. Che le cose si possono cambiare, che le soluzioni ai problemi ci sono e siamo in grado di trovarle e sostenerle”.

Un momento particolarmente toccante quando è salito sul palco il Presidente uscente del Collegio dei Probiviri, Giovacchino Pacini che, dopo una lunga militanza in questo delicato ruolo, ha deciso di ritirarsi dalla propria attività personale. Applausi e qualche attimo di commozione tra i presenti, per una figura che ha saputo farsi apprezzare per le sue doti umane e professionali.