Riflessioni personali sulla Congiunturale

Riflessioni personali sulla Congiunturale

Ho letto attentamente l’Analisi Congiunturale commissionata dall’ANDI  e vorrei esprimere le mie impressioni personali.

Come prima cosa chiariamo che l’82 ,5 % degli Odontoiatri decide in modo autonomo se convenzionarsi o meno in quanto  sono titolari di Studio mono professionale (67,8%) , o Studi Associati (12,7%) o STP (1,6%) rispetto alla rimanenza che sono o Soci di una Società di Persone e Capitali o Collaboratori .

Di questo 82,5% , il 27,1%  decide di convenzionarsi praticando obbligatoriamente uno sconto medio del 25% ed inoltre, dato che risulta che il 69% dichiara che non potrebbe lavorare di più di quello che già fa , è inevitabile pensare che un afflusso ulteriore di Pazienti lo porti a ridurre il tempo e l’attenzione dedicati ai propri Pazienti fidelizzati .

Senza dimenticare che l’impegno profuso per curare i pazienti dei Fondi espone ad un’insolvenza/ritardo  medio rilevata del 51% .

Mentre il 73% dei colleghi che non si convenziona , ha solo Pazienti fidelizzati cui dall’Analisi risulta di solito non praticano  sconti né abbassano le tariffe , ma hanno un tale rapporto di fiducia da rateizzare in prima persona le parcelle e subiscono un’insolvenza solo del 13,9% !!

Tutti sono preoccupati di un calo dei pazienti , però un dato che dovrebbe far riflettere è che  il 77,5 % degli Odontoiatri dichiara che il fatturato del 2018 è stato uguale o superiore a quello del 2017 e ugualmente il 77.5% prevede per il  2019 rispetto a quello del 2018 un fatturato uguale o superiore .

Tutti sono preoccupati di un calo dei pazienti , ma solo il 6,1%  dei Colleghi pensa di essere responsabile in prima persona per inadeguatezza di risorse , o di tecnologie o di offerta di prestazioni , mentre il 72% accusa le Catene -che in realtà coprono una percentuale piuttosto bassa di Pazienti – , il 51,4 % accusa i Low Cost che coprono una percentuale ancora meno importante , il 76,6 % accusa la pletora quando – per esempio in una Regione come il Lazio in cui il problema è percepito in modo assillante – presenta un rapporto tra i più favorevoli  di 0,5 dentisti /1000 pazienti .

Infine il 58,8% accusa i terzi paganti . Ma solo una piccola parte degli intervistati concorda con l’affermazione che con i Fondi si aumentino i pazienti , e una parte ancora più piccola ritiene che si possano aumentare gli introiti .

Moltissimi li ritengono un rischio per la libera professione , per la deontologia e per  la corretta valutazione dell’”appropriatezza “ .

Insomma io mi sono fatto l’idea che questa adesione ai Fondi sia dovuta al senso di insicurezza che deriva dalla interpretabilità e dalla mutevolezza delle norme , dalla fatica che costerebbe usare consapevolmente la propria forza contrattuale sia economica che occupazionale perché “ le regole del gioco “ siano uguali per tutti .

Certo aspettare che un Fondo ci mandi dei pazienti è più facile , ma siamo consapevoli del costo che stiamo pagando e che pagheremo ?  siamo consapevoli della svalutazione delle nostre prestazioni agli occhi dei pazienti con questi sconti sproporzionati ? siamo consapevoli che la mancata libera scelta del Paziente fa pensare che i medici siano tutti uguali, e quello che conta sia ricevere la prestazione al più presto e al costo più basso? Siamo consapevoli che il continuo mercato dei preventivi ci fa perdere autorevolezza ? siamo consapevoli che siamo esposti  a continue tentazioni di mancato rispetto dell’appropriatezza delle cure? siamo consapevoli che i Pazienti si parlano e che il doppio tariffario non giova di certo alla stima, perché il ragionamento è molto semplice : infatti o la qualità è minore ed allora va specificato o è uguale o il “ nostro “ Paziente viene penalizzato ed ha tutto il diritto di risentirsi !

Siamo consapevoli  che basta non piegarsi alle richieste al ribasso per ritrovarsi tagliati fuori dall’invio dei Pazienti e che questo sistema ci rende simile ai raccoglitori di pomodori , che per lavorare devono subire il caporalato di chi convoglia i Pazienti  solo su coloro che accettano le loro condizioni?

In conclusione i Fondi possono essere utili , ma con regole diverse dalle attuali, cioè:

  • libera scelta del curante
  • tariffari concordati e ciclicamente e automaticamente aggiornati  in base al costo della vita e non sottoposti all’arbitrio della contrattazione fra il singolo Medico e il Fondo o l’Assicurazione
  • solo convenzioni indirette che in tal modo aiuterebbero anche a porre un freno al consumismo sanitario

Giuliano Ferrara
Segretario ANDI Roma

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