Obiettivo dignità e professioni sanitarie senza titolo: la posizione dei dentisti ANDI

Obiettivo dignità e professioni sanitarie senza titolo: la posizione dei dentisti ANDI

Forte preoccupazione dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani per i recenti spot televisivi che sollecitano risarcimenti per danni sanitari e per l’emendamento che consente ad alcuni professionisti della sanità di esercitare anche senza titolo. Un invito dal Presidente Ghirlanda alla Ministra Grillo per un DM con paletti chiari e precisi.

Appoggio deciso di Carlo Ghirlanda al Presidente FNOMCeO Filippo Anelli che proprio in queste ore ha dato il via a una petizione diretta alla Ministra Giulia Grillo, a capo del dicastero della salute, che ha già superato le 5.000 adesioni. L’iniziativa prende le mosse dagli spot televisivi apparsi ieri sera su diversi canali, compresi quelli Rai, dove una società specializzata in azioni di rivalsa (spesso temerarie, specifica la nota della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) sollecita i pazienti che non si ritenessero soddisfatti del servizio ricevuto dal SSN ad intentare cause per ottenere risarcimenti.

Un messaggio il cui effetto perverso si traduce in un approccio “difensivo” da parte del medico, privato della serenità necessaria ad effettuare le scelte migliori per il paziente, oltre a rappresentare un atto di discredito ingiustificato e indiscriminato verso l’intera categoria.

“Altro allarme – sottolinea il Presidente dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, Carlo Ghirlanda – deriva dall’emendamento che modifica la legge 42/99, in particolare il comma 283 bis, derogando chi abbia lavorato almeno 36 mesi nell’arco di un decennio, dall’obbligo di iscrizione all’Albo professionale di riferimento: di fatto una sorta di condono che penalizza chi invece ha seguito un percorso formativo adeguato, mettendo a rischio la salute dei cittadini.”

Un allargamento delle maglie della Legge Lorenzin che facilita l’accesso alle professioni sanitarie; dagli infermieri ai logopedisti, dalle ostetriche ai fisioterapisti.

“Anche su questo tema – conclude Ghirlanda – auspichiamo un intervento puntuale del Ministero, che ponga paletti precisi e che stabilisca chiaramente i requisiti necessari per l’accesso alle professioni sanitarie, evitando una sanatoria che diminuisce la sicurezza per i cittadini, laddove l’iscrizione all’Albo rappresenta la garanzia di un percorso che attesta e certifica formazione ed esperienza.”