LO STUDIO PROFESSIONALE DEVE RIMANERE CENTRALE

LO STUDIO PROFESSIONALE DEVE RIMANERE CENTRALE

Dall’analisi congiunturale promossa dal centro studi ANDI e che rispecchia la realtà della regione, è emerso che in Puglia l’attività odontoiatrica è effettuata in prevalenza in studi di proprietà (73%). Negli ultimi anni, però, vi è una tendenza a privilegiare forme di collaborazione nelle catene commerciali, in particolare da parte dei colleghi più giovani.

La congiuntura economica sfavorevole, ha sicuramente inciso sulla quantità delle prestazioni odontoiatriche effettuate, nonostante i ricavi siano rimasti invariati; si registra, però, una preoccupante tendenza verso il basso.

Mantenere questo sistema, che si è dimostrato efficace negli anni ed ha consentito le cure odontoiatriche alla popolazione, sopperendo spesso a un sistema pubblico deficitario, è l’obiettivo primario che deve porsi la nostra associazione. 

Emerge, quindi, la necessità di mettere in atto strategie che indirizzino sempre più i nuovi odontoiatri a privilegiare l’attività in studi di proprietà rispetto la dipendenza o la collaborazione in catene commerciali.

Bisogna favorire (e con ciò rispondo al secondo quesito):

  1. Il sub-entro con una forma di patto generazionale orientato in maniera più favorevole verso i giovani.
  2. L’aggregazione di più colleghi, anche con specialità differenti, che riuscendo ad abbattere i costi di gestione, possano offrire servizi maggiormente consoni alle esigenze della clientela
  3. L’accesso agevolato al credito, in particolare per i giovani colleghi. Convenzioni con Istituti di credito ed Enti è la strada da seguire
  4. Sistemi previdenziali per le colleghe che sempre più esercitano questa professione

Rispondo al terzo quesito posto facendo mia una dichiarazione del Prof. Guastamacchia: “Il convenzionamento è una rinuncia a impostare la propria professione in modo “libero e incondizionato” e, aggiungo: qualunque condizionamento esterno influenzerebbe in maniera negativa la nostra professione ma, ancor più, ricadrebbe sulla salute dei nostri pazienti che, in qualità di medici, abbiamo il “dovere deontologico” di proteggere e tutelare

Dott. S. Lolli

Presidente Dipartimento Regionale

ANDI PUGLIA