I risultati dello screening del CA orale eseguito a Novara, evidenzia l’utilità del dei Goccles nella diagnosi precoce

I risultati dello screening del CA orale eseguito a Novara, evidenzia l’utilità del dei Goccles nella diagnosi precoce

Nel mese di maggio ANDI Novara presieduta dal dr  Maurizio Gugino in collaborazione con la Struttura Complessa di Odontoiatria e Stomatologia di Novara coordinata dal Prof Mario Migliario, ha selezionato 40 pazienti a rischio per carcinoma orale che sono stati sottoposti  a visita di screening con l’utilizzo di I «Goccles».

I «Goccles» sono occhiali che  sfruttano il principio di autofluorescenza delle lesioni sospette e   consentono di evidenziarle illuminando la mucosa con una normale lampada fotopolimerizzatrice.  Nascono da un brevettato del dr Francesco Di Nardo Dirigente Medico presso l’Ospedale di Borgomanero (Novara).

Il campione di pazienti visitato ha avuto una  prevalenza femminile (28), l’età più rappresentata era la decade 60-69 anni.

Le abitudini voluttuarie considerate insieme al papilloma virus, come i principali fattori di rischio, sono state riscontrate solo su un quarto dei pazienti per quanto riguarda l’alcool, mentre per il fumo la maggioranza se ne asteneva.

In anamnesi non sono state segnalate patologie sistemiche significative.

Per quanto riguarda le ragioni che hanno spinto a fare lo screening, il 77% era motivato da ragioni di prevenzione e fra questi il 12% per controllo di precedente lesione.

Le lesioni individuate  hanno riguardato 15 pazienti e la lesione maggiormente riscontrata è stata la ipercheratosi, riscontrata i 4 pazienti, mentre la presenza di angioma era riferito a due. Le altre lesioni non erano sospette, ma riguardavano prevalentemente glossiti o lesioni di origine traumatica, da sfregamento.

I mezzi che maggiormente hanno portato l’attenzione sul problema sono stati indicati per un 67% i manifesti o cartelloni stradali, mentre l’informazione via stampa o web ha interessato il 10%.

Facciamo alcune riflessioni di fondo.  

Il cancro orale è spesso diagnosticato in uno stadio già avanzato pertanto è necessaria una diagnosi più tempestiva per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Fare quindi screening significa ricercare un tumore prima dell’insorgenza di sintomi, ma questo non è applicabile su tutta la popolazione sistematicamente.

Sono invece necessari degli screening mirati su gruppi ad alto rischio, relativamente ad abitudini e stili di vita (fumo, alcool, infezioni da papilloma) o di scadente igiene orale. L’esame visivo, sistematico e accurato, l’esame istologico con un protocollo validato, dovrebbero fa parte integrante dei medici di base e degli operatori specialistici odonto e ORL, attuando in questo modo una prevenzione primaria e non un riscontro tardivo a lesione già presente. E’ questo il ruolo che deve assumere l’odontoiatra: quello di sentinella di possibili lesioni precancerose.

In merito ai metodi di esame, va ribadito che l’anamnesi e l’ispezione rappresentano il metodo più efficace per rintracciare lesioni visibili. L’uso di coloranti, il riscontro di fluorescenza tessutale mediante supporti specifici, come i Goccles non è da solo dirimente, così come anche la citologia esfoliativa a volte può dare un alto numero di falsi negativi.

L’aspetto positivo di queste campagne è quello di sensibilizzare la popolazione al problema. La prevenzione parte dalla informazione, dalla educazione a nuove abitudini, a nuovi stili di vita più responsabili altrimenti la nostra è una battaglia in difesa e quindi già perdente.

Un altro aspetto positivo è l’accesso alle strutture pubbliche che in questa circostanza sono state in prima linea sul problema, la sinergia che si è creata tra pubblico e privato ha sfatato, almeno per un giorno, l’incomunicabilità che spesso le contrappone.

Trasferire poi ai pazienti e alla collettività la tecnica per fare una auto valutazione può diventare anch’essa un esercizio virtuoso e di crescita di responsabilità.

Ultimo rilievo: la comunicazione più efficace è stata quella su supporti fissi, stradali o murali, a scapito di quella su carta o via web. Di questi tempi ha rappresentato la rivincita della lettura consapevole rispetto alla visione passiva, massiva proposta dai mass media.