Considerazione sull'Analisi Congiunturale

Considerazione sull'Analisi Congiunturale

I numeri dei dentisti attivi presentati in occasione dell’analisi congiunturale per la mia regione mi sembrano essere sottostimati, al di là del fatto che risulta complesso stimare il numero preciso di esercenti l’Odontoiatra.

Nell’analisi presentata a Rimini la fascia di età degli Odontoiatri più rappresentata risulta essere quella compresa tra 56 e 65 e, una quota minore ma comunque rilevante, quella di coloro i quali hanno oltre i 65 anni di età; da sole rappresentano oltre  il 52,5% degli iscritti per cui, tra 5 max 10 anni, ci sarà per forza di cose un avvicendamento con le classi più giovani, con enormi possibilità in termini di disponibilità di lavoro per le giovani generazioni, a patto che l’economia regga e che non vi sia un totale asservimento dell’Odontoiatra al capitale. 

Mi trovo quindi pienamente d’accordo con quanto espresso dal Presidente e cioè che si apriranno per i giovani “praterie inesplorate” per cui come sindacato dobbiamo impegnarci a passare il messaggio ai giovani, per far capire quanto sia importante investire sulla propria reputazione per avere in futuro maggiore visibilità e di conseguenza anche maggiori possibilità

Aggiungo alcune considerazioni mie personali legate alla Liguria, a riguardo della sua demografia e anche alla sua economia. Da una parte abbiamo una delle popolazione più anziane del mondo, di fatti presentiamo un indice di vecchiaia che si realizzerà in molti paesi tra molti anni, per ciò che riguarda l’economia abbiamo un tessuto economico ed imprenditoriale che soffre per una rete di infrastrutture vecchie e poco performanti: a tutt’oggi manca un doppio binario che colleghi Genova a Imperia, con ripercussioni sul traffico merci con Francia, Spagna, Portogallo; anche i collegamenti su strada sono in uno stato di insufficienza assoluta, inutile dire che manca la Gronda, il terzo valico, con ripercussioni sul traffico veicolare ma anche con problemi che si riflettono sul cuore pulsante della città di Genova, il porto!

Quindi, in sintesi, l’odontoiatra di domani si troverà un paziente anziano, fragile, affetto da polipatologie con meno necessità di riabilitazioni orali ma maggiori problemi parodontali e credo debba prepararsi culturalmente, per sempre meglio interagire con altri operatori sanitari nell’interesse della continuità assistenziale del paziente stesso.

Meno pedodonzia ed Ortodonzia intercettiva e più protesi, magari anche poco complicate nella realizzazione e soprattutto nella manutenzione, che tenga conto appunto delle cronicità crescenti e probabili difficoltà motorie, in estrema sintesi una protesi “a prova di Badante”. 

Dott. Uberto Poggio
Presidente ANDI Liguria

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