CATENE LOW COST E DOPPIA TASSAZIONE PROFESSIONISTI NELLA MOZIONE DELL’ON. CHIARA GRIBAUDO

CATENE LOW COST E DOPPIA TASSAZIONE PROFESSIONISTI NELLA MOZIONE DELL’ON. CHIARA GRIBAUDO

In un recentissimo intervento alla Camera, a firma di Chiara Gribaudo, Deputata e componente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato, viene richiesta una particolare attenzione al fenomeno delle catene low cost in odontoiatria, così come vengono evidenziate diverse problematiche che coinvolgono le professioni liberali in generale e quella odontoiatrica in particolare.

Nel corso di una intervista l’On.Gribaudo va a dettagliare in modo puntuale proprio gli aspetti che coinvolgono più direttamente l’attività sindacale di ANDI.

Riguardo alle società di capitale, Chiara Gribaudo sottolinea come “L’esercizio dell’attività professionale in forma societaria non è di per sé una anomalia. È chiaro che, proprio a tutela dei cittadini, va garantito che l’attività odontoiatrica sia esercitata soltanto da soggetti abilitati, vincolati alla deontologia professionale e sottoposti alla vigilanza dell’albo. In tal senso la società tra professionisti, che garantisce appunto tale controllo e favorisce l’aggregazione dei professionisti abilitati, è un modello che va ulteriormente incentivato”.

“Per quanto riguarda i professionisti in condizione di debolezza contrattuale nei confronti dei grandi committenti, vorrei sottolineare l’importanza di arrivare a definire e rendere effettivamente esigibile l’equo compenso: una battaglia, peraltro, che sto conducendo fin dal mio ingresso in parlamento e che, sono convinta, sarà fatta propria dal governo. La debolezza contrattuale infatti, è un problema per tutte le categorie, in sanità come in edilizia o nell’avvocatura.”Nel documento, Chiara Gribaudo tocca anche il tema della doppia tassazione dei rendimenti delle casse dei libero professionisti, evidenziando che ”la mia proposta è quella di gradualmente abbattere o eliminare l’aliquota al 26% che grava sui rendimenti dei contributi dei professionisti. Si tratta di 488 milioni di euro che le Casse potrebbero utilizzare per potenziare le misure di welfare per i loro iscritti, dunque di un’operazione di equità e sostegno a questi lavoratori.