ANDI News Piemonte

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Nuove Frontiere, il titolo del congresso Regionale ANDI Piemonte svoltosi a Biella il 25 Maggio

Sabato 25 maggio scorso, presso il Polo Universitario di Città Studi a Biella, si è tenuto il Congresso Regionale ANDI Piemonte, evento organizzato dalla sezione biellese di ANDI sotto l’attenta direzione scientifica del Presidente Dr. Mauro Rigolone e del Segretario Culturale Dr. Michele Piccinato (coordinatore).  L’evento culturale clou di ANDI Piemonte si svolge in modo itinerante, toccando di anno in anno diverse città della nostra Regione. Grande il riscontro con la presenza record di oltre 250 partecipanti provenienti da tutta la regione.

Oltre alle seguitissime relazioni, tenute da Relatori di alto profilo provenienti da varie parti d’Italia, alcuni dei quali rappresentanti Universitari, i Professionisti Biellesi hanno saputo esporre concetti, tecniche e tecnologie rappresentative della miglior odontoiatria a livello internazionale.

Il Dr. Gabriele Villa e il Dr. Alessandro Motta hanno trattato argomenti di Chirurgia Orale ed Implantologia allo stato dell’Arte, mostrando le tecniche più corrette per evitare danni al Paziente, essendo annoverati tra gli esperti in questa Specialità, nonché collaboratori di atenei universitari come il Dr. Valerio Bini, odontoiatra ad indirizzo estetico, che ha esposto alla nutrita platea di Specialisti come approcciare psicologicamente al paziente, che ha aspettative sul risultato estetico del rifacimento del sorriso, attraverso l’uso di “ Smile Design”, sistema di previsualizzazione fotografico computerizzato.

Durante il Congresso si sono svolti workshop teorico-pratici per i Medici Odontoiatri e una sezione di aggiornamento per le Assistenti di Studio Odontoiatrico, che si sono presentate numerose, testimoniando la volontà di rendere igienicamente sempre più sicuri i Protocolli di disinfezione e sterilizzazione degli Studi Dentistici.

Il prossimo Congresso Regionale ANDI Piemonte avrà luogo ad ALBA (Cuneo), 18  aprile 2020, nella prestigiosa sede della Fondazione Ferrero.


IL FUTURO DELLA PROFESSIONE

L’Analisi Congiunturale 2019 presentata dal Servizio Studi ANDI coordinato dal dr dal  Roberto Calandriello, durante Expodental Meeting è continuata nel corso dell’Assemblea Nazionale dei Delegati di Verona.   I dati rilevati attraverso un sondaggio via web inviato ai soci ANDI e rielaborato su basi statistiche tracciano una fotografia della professione odontoiatrica  precisa e capillare.

Per dare un contributo al confronto di idee all’interno dell’Associazione, abbiamo raccolto l’opinione di alcuni colleghi su temi  cogenti come il futuro della professione, il ricambio generazionale e i terzi paganti.

Cominciamo con Paolo Battezzato, Presidente di ANDI Piemonte.

Paolo sul futuro della Professione quali considerazioni puoi  fare sul piano personale e quali ti derivano dal confronto con i colleghi del  Tuo territorio?

Sul piano personale considero i dati presentati coerenti con quanto risulta dalla mia esperienza diretta. La sostanziale “tenuta” del comparto odontoiatrico, nonostante le diverse problematiche evidenziate dimostrano che il modello basato sulla centralità del ruolo del medico odontoiatra quale garante e depositario della fiducia del paziente, “funziona” ancora. Questo è testimoniato dalla percezione che i colleghi hanno dell’immediato futuro rispetto al quale quasi l’80% degli intervistati ha dichiarato che manterrà invariate le proprie tariffe ed il 54,2% indica immutato il fatturato del proprio studio nel 2018 rispetto all’anno precedente. Emblematico il dato riguardante il tempo-lavoro dedicato alla propria attività in cui emerge chiaramente come questo parametro sia percepito “inferiore alla propria disponibilità” soprattutto da colleghi nelle fasce di età più elevate, che hanno assistito, nel tempo, ad un cambio radicale della professione odontoiatrica. Il confronto con i colleghi conferma costantemente queste valutazioni ponendo in rilievo anche un altro aspetto importante nei dati prodotti: tra i fattori ambientali la causa principale della contrazione del numero di pazienti nell’Italia Nord-Ovest viene imputata al proliferare delle catene commerciali in odontoiatria.

L’ Analisi Congiunturale evidenzia una crisi del paradigma professionale: i più giovani,  tendono a diventare collaboratori di altre realtà piuttosto che titolari di studio e i Senior si registrano  una decisa contrazione della pazientela.

Quali soluzioni  ritieni possibili attuare  sul Tuo territorio ?

La tendenza dei giovani laureati a scegliere una collaborazione professionale rispetto alla titolarità di uno studio odontoiatrico va analizzata prendendo in considerazione diversi aspetti: innanzitutto le difficoltà legate a conoscere e comprendere tutte le incombenze che l’apertura di uno studio porta con se, conseguentemente gestire l’attività di management che si può apprendere attraverso l’insegnamento ma per la maggior parte deriva dall’esperienza diretta sul campo. Se infine aggiungiamo a queste considerazioni anche il background culturale che le nuove generazioni sembrano possedere riguardo l’assunzione del rischio d’impresa limitando al minimo le percentuali di insuccesso il paradigma è sostanzialmente spiegato. Riguardo la percezione della diminuzione della pazientela tra i senior è indubbio porsi delle domande soprattutto in relazione al parametro di cui si è parlato in precedenza che vede invariato il fatturato degli studi odontoiatrici: è questa la fascia di età ad indicare un tempo-lavoro inferiore alle proprie disponibilità. Sarebbe utile capire quanto pesi, in questo caso, il confronto con una professione del passato che inevitabilmente si rapportava a parametri completamente diversi.

Le soluzioni che trovo possano essere realizzabili riguardano principalmente i giovani neolaureati che sperimenteranno tra poco il primo approccio al mondo del lavoro. Sarebbe utile realizzare un percorso di affiancamento e sostegno, strutturato dal punto di vista informativo, riguardo le incombenze legate all’apertura e gestione di uno studio odontoiatrico: sono a conoscenza che progetti analoghi trovano una concreta realizzazione già all’interno del percorso di studi universitari in molti atenei. L’integrazione ed il confronto con il mondo libero professionale come avviene già in altri campi con le realtà industriali ad esempio, potrebbe portare un concreto aiuto ai giovani odontoiatri.

Sul tema dei terzi paganti alla luce dei dati emersi, Tu  personalmente o in base al sentimento dei tuoi colleghi, vedi le convenzioni come un problema o come una soluzione (più o meno obbligata) per il futuro del Tuo  studio?

Personalmente sono convinto che il convenzionamento diretto, con gli attuali meccanismi, possa essere solo un problema. E’ difficile comprendere i motivi che portano il collega a sottoscrivere questo tipo di accordo che inevitabilmente, con il tempo, rivela i propri limiti e ridimensiona spesso le positività che ad un primo impatto sembra possedere. Il meccanismo del convenzionamento diretto induce un percorso “a spirale” che porta ad avere sempre maggiori oneri a proprio carico rispetto ai vantaggi ed in questo risiede il motivo per cui molti convenzionati ipotizzerebbero la rescissione dei contratti in essere. I colleghi che hanno sperimentato questo rapporto di lavoro confermano quanto fin qui esposto. Per quanto riguarda la realtà del mio studio escludo l’adesione ad accordi di questo tipo, almeno finché rimarranno in essere le attuali logiche di gestione. L’auspicio è che si possa, in un futuro non troppo remoto, rivalutare il meccanismo del “terzo pagante” basando gli accordi sul reciproco rispetto, da un lato chi contribuisce con la copertura economica e dall’altro chi realizza la terapia e se ne assume le responsabilità.


I risultati dello screening del CA orale eseguito a Novara, evidenzia l’utilità del dei Goccles nella diagnosi precoce

Nel mese di maggio ANDI Novara presieduta dal dr  Maurizio Gugino in collaborazione con la Struttura Complessa di Odontoiatria e Stomatologia di Novara coordinata dal Prof Mario Migliario, ha selezionato 40 pazienti a rischio per carcinoma orale che sono stati sottoposti  a visita di screening con l’utilizzo di I «Goccles».

I «Goccles» sono occhiali che  sfruttano il principio di autofluorescenza delle lesioni sospette e   consentono di evidenziarle illuminando la mucosa con una normale lampada fotopolimerizzatrice.  Nascono da un brevettato del dr Francesco Di Nardo Dirigente Medico presso l’Ospedale di Borgomanero (Novara).

Il campione di pazienti visitato ha avuto una  prevalenza femminile (28), l’età più rappresentata era la decade 60-69 anni.

Le abitudini voluttuarie considerate insieme al papilloma virus, come i principali fattori di rischio, sono state riscontrate solo su un quarto dei pazienti per quanto riguarda l’alcool, mentre per il fumo la maggioranza se ne asteneva.

In anamnesi non sono state segnalate patologie sistemiche significative.

Per quanto riguarda le ragioni che hanno spinto a fare lo screening, il 77% era motivato da ragioni di prevenzione e fra questi il 12% per controllo di precedente lesione.

Le lesioni individuate  hanno riguardato 15 pazienti e la lesione maggiormente riscontrata è stata la ipercheratosi, riscontrata i 4 pazienti, mentre la presenza di angioma era riferito a due. Le altre lesioni non erano sospette, ma riguardavano prevalentemente glossiti o lesioni di origine traumatica, da sfregamento.

I mezzi che maggiormente hanno portato l’attenzione sul problema sono stati indicati per un 67% i manifesti o cartelloni stradali, mentre l’informazione via stampa o web ha interessato il 10%.

Facciamo alcune riflessioni di fondo.  

Il cancro orale è spesso diagnosticato in uno stadio già avanzato pertanto è necessaria una diagnosi più tempestiva per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Fare quindi screening significa ricercare un tumore prima dell’insorgenza di sintomi, ma questo non è applicabile su tutta la popolazione sistematicamente.

Sono invece necessari degli screening mirati su gruppi ad alto rischio, relativamente ad abitudini e stili di vita (fumo, alcool, infezioni da papilloma) o di scadente igiene orale. L’esame visivo, sistematico e accurato, l’esame istologico con un protocollo validato, dovrebbero fa parte integrante dei medici di base e degli operatori specialistici odonto e ORL, attuando in questo modo una prevenzione primaria e non un riscontro tardivo a lesione già presente. E’ questo il ruolo che deve assumere l’odontoiatra: quello di sentinella di possibili lesioni precancerose.

In merito ai metodi di esame, va ribadito che l’anamnesi e l’ispezione rappresentano il metodo più efficace per rintracciare lesioni visibili. L’uso di coloranti, il riscontro di fluorescenza tessutale mediante supporti specifici, come i Goccles non è da solo dirimente, così come anche la citologia esfoliativa a volte può dare un alto numero di falsi negativi.

L’aspetto positivo di queste campagne è quello di sensibilizzare la popolazione al problema. La prevenzione parte dalla informazione, dalla educazione a nuove abitudini, a nuovi stili di vita più responsabili altrimenti la nostra è una battaglia in difesa e quindi già perdente.

Un altro aspetto positivo è l’accesso alle strutture pubbliche che in questa circostanza sono state in prima linea sul problema, la sinergia che si è creata tra pubblico e privato ha sfatato, almeno per un giorno, l’incomunicabilità che spesso le contrappone.

Trasferire poi ai pazienti e alla collettività la tecnica per fare una auto valutazione può diventare anch’essa un esercizio virtuoso e di crescita di responsabilità.

Ultimo rilievo: la comunicazione più efficace è stata quella su supporti fissi, stradali o murali, a scapito di quella su carta o via web. Di questi tempi ha rappresentato la rivincita della lettura consapevole rispetto alla visione passiva, massiva proposta dai mass media.


Tutti ad Asti il 7 settembre per la GOA

Sabato 7 settembre avrà luogo ad Asti la prima Giornata Odontoiatrica Astigiana GOA, evento culturale ECM per odontoiatri a partecipazione gratuita.  

La giornata è una sinergia tra   CAO e ANDI Asti e ha come responsabile scientifico Marco Austa, segretario ANDI Asti e Presidente della CAO Astigiana.

L’argomento della giornata culturale sarà “La gestione estetica del gruppo frontale”. I relatori Antonio Acquaviva, Andrea Pillono, Vincenzo Musella, Matteo Invernizzi, affronteranno l’estetica del gruppo frontale da tre punti di vista: restaurativo, implantare e parodontale.

Ospite d’eccezione il prof Carlo Guastamacchia che terrà una Lectio Magistralis dal titolo “Eccellenza nella Professione: strumenti e metodi”.

Faranno da moderatori Raffaele Iandolo – Presidente nazionale CAO, Francesca Ibertis -Presidente Provinciale ANDI Asti, Carlo Ghirlanda –  Presidente Nazionale ANDI e Marco Austa – Presidente CAO Asti.

Il 7 e l’8   settembre sarà particolarmente piacevole visitare la città di Asti imbandierata dai colori del Palio e animatissima per il Festival delle Sagre; un’occasione per degustare i piatti tipici della tradizione Monferrina nel più grande ristorante all’aperto (Guinness World Record) e i vini vincitori del concorso enologico nazionale la Douja d’or.

Scarica il programma completo

Info e preiscrizioni: Carmen Gerbasio – cell. 3663452330, asti@andi.it.