ANDI News Marche

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Gestire le criticità con l’Associazione

Le mie considerazioni sull’analisi congiunturale non riguardano i dati statistici, che sicuramente potranno essere utili per azioni future, ma  il sentire comune non solo dei professionisti ma della popolazione.

Chiunque ascolti un telegiornale o legga un giornale, indipendentemente dalla posizione partitica, non può non capire che il clima che i mass media propongono è quello dell’ansia e della paura.

A fronte di una indubbia perdita di potere d’acquisto non si prospettano tempi migliori.

Sentire di uno spread che si alza, di industrie che chiudono con centinaia di lavoratori in disoccupazione, di un Governo che ci fa litigare e vergognare con tutti i paesi Europei, non ultimo si vociferava di Italia Brexit, non credo che possa dare sicurezza alla gente che in questo clima si guarda bene dall’investire in spese che non siano più che necessarie, comprese quelle dentali.

Si fanno ponti, corone o impianti solo se è strettamente necessario e magari con pagamenti dilazionati e possibilmente con la minor spesa, per cui se non si vuole perdere il paziente occorre essere accomodanti e patteggiare i prezzi oppure lasciarlo andare verso i  Low Cost.

D’altra parte anche i professionisti non sono esenti da questo clima; quando il potere d’acquisto diminuisce, i costi aumentano e si sente dire un giorno si e un giorno no che l’IVA potrebbe aumentare al 25% credo che nessun imprenditore, professionista o utente finale gioisca e stia tranquillo.

Quello che spero è che la mia Associazione con tutti i dati ed esperti a disposizione abbia la capacità di trovare delle soluzioni per gestire il momento critico.

Dal confronto con i colleghi emerge la necessità di attuare iniziative pratiche, che permettano per esempio ai giovani di rimanere negli studi avendo un compenso economico dignitoso, magari stabilito a livello nazionale e che consenta ai senior di non avere in carico fiscalmente un” collega”, di poter detrarre il compenso del giovane e che obblighi lo stesso a rimanere nello studio per un certo periodo di tempo .

Che io mi ricordi si era già parlato negli anni scorsi di progettare dei contratti  per definire i rapporti di lavoro tra Titolare e Collaboratore, spero che possano essere portati a compimento perché solo così si potrà fare quel patto generazionale di cui tanto si parla.

Personalmente  sono contraria alle convenzioni dirette, ma questo non vuol dire che  colleghi che si trovino in zone industriali siano costretti a convenzionarsi per lavorare perché il maggior numero di persone è dipendente di una qualche industria e si  trova con l’obbligo di usufruire dell’Assistenza Sanitaria convenzionata con l’industria stessa.

Poi ci si trova con Assicurazioni che non accettano preventivi, che pagano quando vogliono rendendo i dentisti  come dipendenti.

Mi sembra di ricordare  che nel Consiglio Nazionale del 2012 a Torino, si parlò per la prima volta delle Convenzioni e si arrivò alla decisione di vedere come fare.

Eravamo già in ritardo a quel tempo, abbiamo cercato di metterci in pari ed eravamo giunti ad una buona situazione potendoci proporre noi dentisti ANDI  come piattaforma dentale per le varie Assicurazioni.

Nel Bilancio Preventivo del  2019/2020 non ho visto la voce di spesa che riguardasse il FAS e la RETE Andi , forse non ho controllato a dovere, spero di essermi sbagliata perché altrimenti potrebbe essere un treno perso.

Daniela Sanchi
Presidente ANDI Marche