Analisi sulla congiunturale 2019

Analisi sulla congiunturale 2019

1) La professione ha cambiato le proprie regole con l’ingresso dei grossi capitali, dei fondi di investimento e con la nascita di numerose catene dentali che stanno alterando il tradizionale modello libero professionale così come l’abbiamo sempre vissuto.

In seguito a quanto emerso nella legge per il mercato e la concorrenza (Legge n.124 /2017) che di fatto ha esteso anche alle societa’ l’esercizio della professione in maniera analoga ai liberi professionisti ,sebbene come appare ovvio sempre praticata in via diretta ed esclusiva da iscritti all’Albo degli Odontoiatri, penso occorra intraprendere tutte le azioni sia di lotta associativa che legali per far si che tali societa’ possano svolgere l’ attivita’ odontoiatrica solo seguendo le regole della legge 183/2011 che ha sancito la nascita e le relative procedure delle STP : queste rappresentano di fatto l’unico modo , per un iscritto ad un Ordine Professionale ,per poter svolgere la professione Odontoiatrica in forma societaria con annesso il relativo obbligo di iscrizione della stessa STP in un apposito registro presso l’Ordine stessso .Al di fuori di detta modalità le società di capitali devono limitarsi a realizzare e fornire i “mezzi strumentali” per l’esercizio professionale oppure erogare un servizio “diverso e più complesso” rispetto alla semplice opera del singolo professionista ( es. cliniche ove la prestazione odontoiatrica richieda la sala operatoria con anestesista). Quindi gli studi privati vestiti da società di capitali che in nulla si differenziano né per la complessità strutturale né per la natura del servizio (diverso e più complesso) rispetto all’opera del singolo professionista rappresentano un abuso rispetto alla attuale normativa come sancito anche dalla Corte di Cassazione a sezioni unite.

Il mio auspicio è che si riesca a regolamentare in modo sempre piu’ rigido l’ingresso dei capitali di investimento in Odontoiatria a tutela sia degli odontoiatri e della libera professione ma anche della salute dei cittadini;tale regolamentazione permettera’ tra l’altro di porre un freno al calo di contributi previdenziale all’Enpam come sta avvenendo attualmente e come rischia di aumentare negli anni futuri in seguito alla nascita sempre piu’ numerosa di srl.

2) Convenzioni e pubblicità sfrenata fuori da ogni controllo deontologico hanno permesso alle catene non solo low-cost di appropriarsi di una consistente fascia di mercato; contemporaneamente la crisi economica che imperversa da oltre 10 anni ha contribuito, insieme alla diffusione delle Catene Dentali, ad erodere in maniera significativa la pazientela tradizionale togliendo inoltre ai colleghi senior la possibilità di avvalersi come in passato delle tradizionali collaborazioni coi Colleghi più giovani che conseguentemente hanno finito per riversarsi all’interno delle catene con contratti lavorativi spesso inaccettabili dal punto di vista non soltanto economico ma anche del decoro e della dignità dell’esercizio della professione stessa.

Ritengo fondamentale favorire il Patto Generazionale creando le situazioni idonee per il passaggio degli studi odontoiatrici dei colleghi senior ai giovani neolaureati che stanno per avviare la professione.

In Emilia Romagna abbiamo creato una Commissione non Permanenti ad hoc ed a breve pubblicheremo per i nostri soci un contratto di subentro , che favorisca questo passaggio.

Se ciò si verificasse un numero più consistenti di giovani colleghi avrebbe uno studio di proprietà e ciò finirebbe per togliere manovalanza alle catene ed in contemporanea ai colleghi più anziani vedrebbero riconosciuto il lavoro di una vita in quanto i loro studi manterebbero inalterato il loro valore.

Obiettivo primario di un’associazione forte e solidale verso i propri associati e’ quello di tutelare gli interessi e le speranze di tutti ma soprattutto delle fasce piu’ deboli : oggi tali realta’ professionali sono rappresentate innanzitutto e primariamente dai giovani Odontoiatri che stentano ad inserirsi all’interno del mondo lavorativo se non svolgendo la loro attività all’interno delle catene dentali in condizioni di precariato e di sfruttamento senza la tutela di un contratto che dia loro dignita’ nelle scelte terapeutiche ,nelle tempistiche degli interventi praticati e nelle aspettative di un congruo guadagno economico.

Dall’altra parte in condizioni apparentemente opposte ma per molti aspetti simili si trovano i colleghi piu’ anziani che si stanno avviando al pensionamento con la speranza di non vedere sfumare nel nulla quanto

realizzato nel corso della loro vita professionale : l’avviamento professionale con la relativa pazientela ,che un tempo costituiva una fonte di reddito tale da poter affrontare piu’ serenamente l’eta’ pensionabile , sta diventando sempre piu’ frequentemente un bene non piu’ adeguatamente valorizzato.

E’ necessario creare una sinergia tra queste due situazioni riuscendo a creare un vero e proprio contratto che permetta al giovane odontoiatra con un esborso iniziale modesto e con il proprio lavoro di affiancamento progressivo al collega piu’ anziano , di poter rilevare un giorno studio e pazientela. Si tratterebbe cioe’ di valutare adeguatamente il valore economico dello studio del collega in fase di pensionamento senza dover richiedere uno sforzo economico al giovane Odontoiatra che all’inizio della propria attivita’ difficilmente e’ in grado di sostenere : tale fase puo’ avere durata variabile ( all’incirca dai tre ai cinque anni ) e sarebbe in grado di dare il giusto riconoscimento sia economico ma anche morale all’attivita’ svolta dal professionista nel corso della propria vita professionale. In altre parole un punto di equilibrio equo tra due figure agli antipodi del percorso professionale ma che devono trovare una soluzione di continuità pena la scomparsa del modello di studio odontoiatrico così come lo conosciamo. Viceversa se i collaboratori dei nostri attuali studi non subentreranno a loro volta nel tempo come titolari non avrebbero altra strada che ingrossare le schiere dei “low cost”.

Tale forma di contratto che stiamo realizzando con gli esperti del settore (commercialisti e consulenti del lavoro ) sarebbe modulabile ed adattabile alle singole realta’ ma rappresenterebbe uno strumento di indubbia utilita’,fornito da una figura autorevole “terza “ (ANDI) e non coinvolta dalla dinamica emotiva della contrattazione destinato ad essere fortemente richiesto e valorizzato dalle categorie di professionisti soci Andi teste’ citati.

3) Personalmente ritengo le convenzioni dirette una vera turbativa per la professione odontoiatrica in grado di condizionare pesantemente il tradizionale modello libero professionale che ha garantito da sempre in Italia una così elevata qualità dell’odontoiatra, come riconosciutoci da tutto il mondo.

Credo dovremmo essere in grado quanto prima di intercettare direttamente i fondi integrativi senza altri intermediari con regole precise dettate dalla nostra Associazione e che permettano la libera scelta del curante a difesa assoluta della libera professione.

Il tema è comunque delicato, ha causato storicamente profonde fratture all’interno dell’Associazione e credo vada trattato in primis all’interno di una Commissione Non Permanente Nazionale creata appositamente che analizzi dettagliatamente la situazione dei colleghi convenzionati e non e la distribuzione capillare nelle varie provincie: questo lavoro lo stiamo facendo in Regione all’interno di una nostra Commissione ed appena avremo i risultati definitivi li invieremo al Nazionale.

Paolo Paganelli
Presidente ANDI Emilia Romagna

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